Amaro 8 marzo

Ci sono le donne a cui dedicare canzoni. Belle, magre, argute, simpatiche, fragili, propense a un copioso lagrimare che le rende ancora più dolci e piacevoli. Chapeau, tanti auguri.

Oggi vorrei ricordarne altre, dimenticate e poco cantate, rischiando di tuffarmi nel calderone della banalità. Tuttavia non intendo soffermarmi sulle donne infibulate, le donne con i raggi del sole perpendicolari sul burqa, le donne violentate. Non mi sento di in grado di esprimere in maniera efficace e poco emotiva il disgusto.

Mi limiterò al mio microcosmo, al nostro microcosmo occidentale, relativamente benestante, in crisi, con alle spalle tante conquiste. Auguri alle donne che non riescono a sentirsi donne. Alle donne dalla voce arrochita per le troppe sigarette fumate aspettando l’autobus al freddo, per tornare a casa e preparare un pasto semidecente a un uomo che è un estraneo, a dei figli che vivono in un altro universo. Alle donne che quando si spogliano vedono la pancia striata di smagliature. Alle donne che cercano di nascondere la ricrescita con vari stratagemmi perchè non hanno tempo e soldi per andare dal parrucchiere (e si sentono donne solo quando vanno dal parrucchiere). Alle donne con i denti troppo marci per poter ricevere baci. Alle donne inacidite dalla vita. Alle donne che non hanno spirito, che si lamentano con il destino, che non vedono via di scampo che piangono e digrignano i denti, senza farsi vedere. Alle donne così grasse che faticano a muoversi, che continuano a mangiare. Alle donne così magre e ossute che faticano a muoversi, che continuano e rifiuare il cibo. Alle donne che non sanno cosa significhi essere amate, o che l’hanno dimenticato. Alle donne che non hanno studiato, che non leggono libri, che non comprano riviste, che non guardano la tv e non vanno al cinema. Alle donne che si nascondono dietro abiti sformati e chili di fondotinta scadente. Alle donne con le ossa grandi e i lineamenti marcati che devono sempre sentire di stereotipi sulla donna leggiadra, delicata e minuta. Alle donne butterate e con gli occhi storti. Alle donne che vorrebbero andare in palestra, vorrebbero diventare belle, per loro stesse, ma anche per essere apprezzate. Alle donne che hanno visto la loro antica freschezza diluirsi nei detersivi. Alle donne che sognano guardando le commedie romantiche americane. Alle donne che sognano esame dopo esame. Alle donne che hanno smesso di sognare.

A tutte le donne che proseguono con lo sguardo vispo e a tratti vitreo, che accettano gli auguri con un sorriso perplesso, consapevoli di quanto sia ridicolo vedersi dedicare un giorno, dimenticate il giorno dopo.

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