Sulla necessità di fuggire la realtà

Invidio chiunque riesca a trovare l’espressione artistica liberatoria, analgesica. Riuscivo ad usufruire di questo palliativo, in un’altra epoca, forse più inconsapevole ed agrodolce. Nell’età dell’amarezza, scrivere è soltanto incidere ancor più profondamente i sentimenti, rendere più accoglienti i solchi del dolore, per un cavernicolo disagio, rassegnato, tuttavia a tratti acuto nella ricerca di una diramazione sorridente.

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