Quartine di Khayyam e foschie scarlatte

“Questo mio cuore ignaro è giunto alla fine

E l’anima afflitta grida dolore.

Se il mondo con me o senza di me non muterà,

Perchè mai venni al mondo quel giorno?”

Nirvan mostrava il sentiero e tagliava i rovi, evitandomi altro sangue, ormai infiltratosi tra la sabbia rossa sulla via per Damghan.  Con occhi di legno umido seguivo l’asfalto sgretolarsi sotto il peso di cani randagi decomposti, cibo per formiche come sarei diventata anch’ io, senza aspettare la pelle di corteccia e un’ipotetica saggezza antica. Nirvan era intermittente, tra i miei sonni e le mie veglie, lo vedevo tra queste sbarre di gabbia per leoni che teneva per mano il mio cuore salvaguardandolo dalle catene di queste caverne che attraversavamo da ore, da millenni. L’eterno tramonto incrementava il cremisi dei cordogli. Tuttavia sapevo, non v’erano più rovi e carne putrefatta e sangue tra la sabbia, dovevo raggiungere quel giorno.

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3 thoughts on “Quartine di Khayyam e foschie scarlatte

    • Grazie carissimo* Pensavo di postare anche qualcosa di Saadi e Hafez ma dovrei cimentarmi nella traduzione visto che ho solo la versione inglese e l’idea di tradurre da una traduzione mi lascia sempre un po’ dubbiosa.

      • Uhm mettile in Inglese, risulteranno sicuramente più fedeli… non per offendere le tue capacità linguistiche, ma in traduzione si perde sempre, in traduzione doppia è un omicidio 😛

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