La solitudine di un raggio e il suo spirito americano

Chiamami X-Ray. Hai un nome strano. Mia madre amava l’alfabeto ICAO. Anche il tuo, prima che qualche futuro santo morisse nel nome di Dio, non deve essere stato un nome comune. O almeno non un nome tipicamente cristiano. Tua madre almeno poteva chiamarti Juliet, o Mike. Mio padre era radiologo. Tu proprio non sai cosa voglia dire divertirsi eh X-Ray? Io mi diverto con ciò che la società ritiene ludico. Ma guarda che qui è divertente, cerca di socializzare. Vedi, lì c’è un signore distinto con in mano il suo cocktail da diciotto dollari che ti guarda incuriosito. Sarà per la mia mise? Come gli sarà saltato in mente di farmi entrare. Io nemmeno volevo. Vedila come un’indagine sociale e falla finita. Prenditi qualcosa da bere anche tu, no? Ma dico, mi prendi in giro? Con diciotto dollari mi  compro ben due pacchetti di American Spirit. Che ossessione queste sigarette, cos’avranno di speciale? Solo perchè le puoi trovare qui? Esatto, la distribuzione limitata le rende più desiderabili. Vedi, non sono come pensi tu. Mi diverto con ciò che la società ritiene ludico, mi alletta ciò che è raro. Pensa, volevo anche comprarmi un Macbook. Addirittura? Si, il marketing di filantropi “visionari” magrissimi e sorridenti non mi lascia immune. Va bene, X-Ray. Dimmi un po’, cosa ne pensi di queste ubriacone di mezza età che ballano insieme al loro amico gay? Sono orribili. Questi capelli biondi cotonati sono così disgraziatamente evocativi. Il loro amico avrà almeno dieci anni meno di loro, ora improvvisa un balletto con una passante in abito succinto e tacchi a spillo. Pensi che siano tutte escort vero? Diamine, è palese! Sono tutte puttane di classe insieme a barcollanti uomini d’affari. Ma queste signore qui di fianco forse sono delle professioniste di mezza età, magari avvocati difensori di grandi cause. Dovresti smetterla con questi pregiudizi. Al massimo sono avvocati divorzisti per gente che può permettersi di inondarle di quattrini . Non credo si occupino della difesa dei prigionieri di Guantanamo. Tu non puoi mai saperlo. Andiamo a chiederglielo? Francamente, me ne infischio. E più che altro, ma te ne vuoi andare? Tu anche non hai preso nulla da bere. Mi piace commentare con te la serata. Me ne vado. Vado a fumare fuori. A bordo piscina? Sdraiati sul lettino! Ridicolo. Era meglio se rimanevo al mio posto, guarda com’è insipido il Dj. Come la sua selezione del resto. Queste sigarette si spengono ogni due secondi. Perchè sono “natural”. Che disagio. Che disgusto. Ora avrei voluto pogare sopraffatta dall’odore del sudore e dell’alcool stantio di un mucchio di punk disadattati. Avresti odiato anche quello, X-Ray. Avresti guardato la parete insonorizzata con espressione affranta, pensando a quanto quella cover di Holiday in Cambodia facesse schifo, avresti desiderato che quelle braccia pelose e sudate che ti premevano sul corpo fossero spugnette imbevute di profumo. Tu non ti accontenti mai, lo sappiamo bene. E secondo te è sbagliato pretendere il meglio? Tu non sai definire il meglio. Si, io so qual è il meglio per me. Al momento, sarebbe la tua assenza.

“Scusami, è tutta la serata che cerco una sigaretta, me ne potresti dare una?” Fanculo, sconosciuto. Non sembri un uomo d’affari però. O una escort. Ti cederò un’American Spirit perchè ancora non sono al corrente delle condizioni del mio conto in banca. Prego, figurati. Anche se è chiaro che sei solo un becero Marlboro aficionado.

American-Spirit-Full-Bodied-Taste-Blue